WeChat: la piattaforma per l’E-commerce più immediata per vendere in Cina

Nel contesto economico attuale del mercato italiano in cui la domanda interna di beni si dichiara debole, l’unica opportunità di crescita per le piccole e medie imprese, PMI, del Made in Italy risiede nell’export e l’E-commerce rappresenta il canale ideale per affacciarsi sui mercati esteri con investimenti sostenibili da parte delle imprese.

Un percorso da intraprendere confermato, in misura più ampia, anche da Lamberto Biscarini, Senior e Managing Director di Boston Consulting Group, il quale, in occasione dell’assemblea di Ibc ha espresso che le chiavi del successo per le industrie dei beni di consumo “sono, la capacità di intercettare il 4.0, il presidio di nuovi canali E-commerce, lo sfruttamento degli strumenti digitali e social”.
Ma su quali mercati esteri puntare per vendere online?

Come emerge dall’ultimo rapporto sull’E-commerce 2018 di Casaleggio Associati, la Cina è il primo mercato E-commerce del mondo il cui valore di vendite nel 2017 è stato pari a circa 1.119 miliardi di dollari equivalente all’83% di tutte le vendite dirette E-commerce dell’area Asia-Pacifico. La Cina, infatti, come dimostra uno studio eseguito su un campione di aziende italiane è il primo Paese extra europeo dopo gli Stati Uniti in cui tali aziende sono desiderose di espandersi. In questo senso, lo sviluppo delle tecnologie digitali viene in soccorso a questa tipologia di richiesta. Uno dei veicoli più immediati per esportare in Cina è rappresentato da WeChat (Weixin in lingua originale), l’ app di messaggistica istantanea sviluppata nel 2011 dalla multinazionale Tencent e diventata oggi uno strumento di business All-in-One e multitasking.

Perché le aziende italiane devono utilizzare WeChat per entrare nel mercato cinese

WeChat è molto più di un app di instant messaging o di un social network. La si potrebbe reputare simile a WhatsApp ma in realtà è un’applicazione più evoluta che racchiude al suo interno numerose altre app, social network e servizi come WeChat Pay, quest’ultima utilizzata per i pagamenti online.

In Cina WeChat è lo strumento utilizzato per fare praticamente ogni cosa: shopping, prenotare un taxi, una visita medica, comprare un auto e persino richiedere il divorzio, diventando così uno strumento sempre più essenziale nella vita della società cinese con tassi di penetrazione nel mercato impressionanti. L’applicazione, infatti, conta ad oggi più di 1 miliardo di utenti registrati, 580 milioni di account attivi al giorno con un tasso medio di tempo trascorso per utente pari a 70 minuti al giorno.  Lato vendite invece, 169 milioni di utenti fanno shopping su WeChat facendo registrare all’azienda un valore annuale della vendita online di 71,5 miliardi di dollari.

Ad essere presenti su WeChat non vi sono soltanto utenti ma anche numerose aziende che, viste le opportunità di sviluppo, stanno iniziando ad intraprendere percorsi di vendita online tramite la piattaforma. Tra queste aziende ve ne sono molte occidentali ed italiane per le quali, l’app sta diventando lo strumento  perfetto per raggiungere i clienti cinesi.

Per un’azienda occidentale che vuole iniziare a vendere su WeChat, il primo passo da compiere è quello di aprire un Official Account in cui incorporare il proprio negozio e, per il quale non è necessario essere in possesso necessariamente di una business licence cinese. “Grazie agli account ufficiali aziende e brand interagiscono direttamente con i propri follower con messaggi diretti e news” spiega Fausto Caprini, Amministratore Delegato di Digital Retex, trusted partner di WeChat in Europa. Inoltre, su WeChat gli utenti aggiungono gli account aziendali proprio come aggiungono un amico, iniziando ad inviare messaggi e dialogare in maniera facile ed immediata.

Molte aziende italiane soprattutto del settore Luxury, Fashion e Design hanno iniziato ad aprire i loro account ufficiali per vendere in Cina. Uno tra gli ultimi è la piattaforma di E-commerce di flash sales Ventis.it con l’obiettivo di rafforzare la posizione del made in italy all’estero. Anche la Rinascente ha scommesso sulla vendite in Cina lanciando WeChat On Demand, il servizio di instant messaging che provvede a ricercare nel flagship di Milano i prodotti richiesti dai clienti e a spedirli ovunque desiderino. Dior, invece, nel 2017 ha puntato a vendere 200 borse Lady Dior Small del valore di circa 3200 euro registrando in pochissime ore il sold-out. Michael Kors, Valentino e Montblanc hanno lanciato iniziative simili.
Oltre al fashion, anche il mondo del retail legato al design sta iniziando ad affacciarsi su WeChat, una tendenza che sta riguardando sempre più aziende appartenenti a diversi settori e operanti sia nel B2B sia nel B2C.

In questo scenario, la social app cinese rappresenta un vero e proprio tool commerciale e di marketing utile alle aziende per entrare in contatto con i clienti. Le sfide per le aziende italiane sono molteplici e riconducono al saper cogliere per tempo questo trend, costruire un’adeguata presenza aziendale sulla piattaforma, considerare le regole di un mercato ben diverso da quello occidentale e rendere compatibile la comunicazione aziendale con gli stili culturali ed i comportamenti della società cinese.